Biografia degli Scienziati


 
Pascal Blaise
Clermont-Ferrand (Francia), 19 Giugno 1623  -  Parigi, 19 Agosto 1662


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Filosofo, matematico e fisico. Autore di profonde meditazioni sulla morale e sulla religione, fornì risultati di primo piano in campo scientifico, e in particolare nella meccanica dei fluidi, nella teoria della probabilità, nel calcolo combinatorio e nell'analisi.

Quando Blaise Pascal nacque, suo padre Étienne era impiegato in una carriera amministrativa nell'Auvergne. La morte della moglie nel 1626, poco tempo dopo la nascita di un'altra bambina, mise ben presto Étienne alle prese col problema dell'educazione dei figli: dimessosi dalla carica, andò a stabilirsi a Parigi con la famiglia (1631-33).

Già dal 1634 egli appare negli ambienti culturali della capitale e specialmente tra i seguaci di Padre Mersenne. Ciò che il padre acquisisce di conoscenze nuove è di profitto agli studi del figlio. Blaise non avrà altri maestri, e ciò riveste una certa importanza: non avendo mai frequentato le scuole egli non dovrà rifiutare l'aristotelismo. Inoltre, accompagnando il padre, avrà il privilegio di ascoltare i dibattiti tra eruditi, anche se la sua giovane età non gli consentirà sempre di comprenderli. Nel 1638 Étienne Pascal partecipa all'agitazione della borghesia parigina contro le disposizioni di legge nei confronti delle rendite e ciò gli procurerà l'ostilità di Richelieu.

Fin dal 1642 Pascal mette a punto l'invenzione di una "macchina d'aritmetica", la cosiddetta pascalina, destinata a semplificare il lavoro dei contabili del tesoro pubblico, di cui aveva potuto misurare le difficoltà vivendo accanto al padre. Pascal prepara la pubblicazione di un'opera che sarà edita nell'ottobre del 1647 col titolo di Expériences nouvelle touchant le vide. Questa pubblicazione non è il solo motivo che riconduce Pascal a Parigi nell'estate del 1647.

La sua salute ha bisogno di cure ed egli deve contare ormai su un fisico assai provato. Il precario stato di salute gli consente tuttavia di ricevere due visite di R. Descartes; sono tante le cose che dividono i due uomini che la loro difficoltà d'intendersi non stupisce; tuttavia, pur per ragioni differenti, essi si accordano sulla necessità di una "grande esperienza". Questa sarà realizzata il 19 settembre 1648 dal cognato di Blaise, Florin Périer, e consisterà nell'osservazione simultanea delle altezze del liquido nei tubi barometrici situati alla base e alla sommità del Puy-de-Dôme. Essa confermerà l'accordo di Pascal e di Descartes sul fatto che il peso della colonna d'aria atmosferica è, in un luogo dato, il fattore determinante nell'esperienza del tubo di Torricelli. Ma Pascal aggiungerà altre esperienze destinate ad accertare che nello spazio libero, nell'alto del tubo, al di sopra del liquido, vi è il "vuoto".

La morte del padre (24 settembre 1651) e l'entrata della sorella minore Jacqueline nell'abbazia di Port-Royal des Champs il 5 giugno 1653, uniscono per Pascal i dolori familiari ai crucci materiali. Egli deve imparare ad amministrare i suoi beni e a organizzare la sua vita solitaria poichè la sorella maggiore, Gilberte Périer, continua ad abitare con i suoi in Auvergne. Ma è anche il momento in cui egli lavorerà molto sul piano scientifico. Redige i Traités des l'équilibre des liqueurs et de la pesanteur de la masse de l'air, che saranno pubblicati postumi nel 1663. Si occupa dell'addizione delle potenze numeriche, del triangolo aritmetico, dei quadrati magici e delle coniche. Egli si compiaceva di aver messo in opera la nuova geometria proiettiva e di essere in grado di arricchire la matematica di un'applicazione affatto originale: la valutazione delle probabilità (Géométrie du hasard (Aleae geometria)).

L'eclissi di Sole del 12 agosto 1654 provoca in tutta Europa un'ondata di panico generale a causa delle interpretazioni di alcuni astrologi sapientemente orchestrate relativamente alla fine del mondo.

Il 29 settembre papa Innocenzo X prende posizione condannando esplicitamente cinque proposizioni di Giansenio. Il momento è grave per i cristiani che usano la ragione e lo spirito critico. E' in tale contesto che Pascal attraversa la sua "notte di fuoco", profonda crisi mistica che modificherà la sua vita e porrà la religione in primo piano nelle sue preoccupazioni. Nel 1655-56 frequenta i "solitaires di Port-Royal des Champs" e, a più riprese, soggiorna nel loro eremitaggio assai vicino al monastero delle religiose dove Jacqueline, sua sorella, si accende per il cristianesimo austero dei discepoli di Giansenio.

L'11 giugno 1658 Pascal fa il suo rientro sulla scena scientifica, lanciando una prima circolare sui problemi della cicloide, che sfida tutti i matematici europei. L'essenza delle tesi che egli propone è un'altra prova del suo avanzare in un campo apertosi solo da una ventina d'anni: la determinazione dei centri di gravità delle aree piane e dei volumi, la valutazione delle lunghezze delle curve. Scegliendo la cicloide per definire le figure particolari sulle quali i concorrenti devono far prova dei loro metodi, Pascal sa ciò che fa: la curva considerata, infatti, non è algebrica e nessuno può giungere alla soluzione affidandosi all' "algebra speciosa". Egli ha tuttavia il torto di credere di disporre di un vantaggio invincibile su coloro che provoca. Infatti giungono soluzioni dall'Olanda e dall'Inghilterra ed è solo con un minimo scarto che egli riesce ad avere l'ultima parola, generalizzando i problemi posti alle cicloidi allungate o raccorciate.

Nel 1659 un cancro lo colpisce, sembra, all'apparato digerente. Mal ridotto, nel 1661 partecipa ad un colloquio sulla forza elastica dell'aria rarefatta. e nel 1662 dà un contributo per un progetto di "carrozze a cinque piani", che darà a Parigi la prima rete di trasporti pubblici.

Sono gli ultimi sprazzi di un'attività in declino. Le forze fisiche diminuiscono e la sofferenza è continua. Pascal pensa ormai a vivere la mirabile preghiera, che ha composto verso la fine del 1659 per chiedere a Dio il buon uso delle malattie, e la sua serena sopportazione è di esempio a chi gli sta intorno. Si spegne alcuni mesi dopo, ma la morte non lo sorprende.

Gilberte Périer e i suoi figli pubblicano molte delle sue opere: dapprima le opere scientifiche su menzionate e nel 1670 la raccolta conosciuta sotto il titolo di Pensées.