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Filosofo,
matematico e fisico. Autore di profonde meditazioni sulla morale e
sulla religione, fornì risultati di primo piano in campo scientifico, e
in particolare nella meccanica dei fluidi, nella teoria della
probabilità, nel calcolo combinatorio e nell'analisi.
Quando
Blaise Pascal nacque, suo padre Étienne era impiegato in una carriera
amministrativa nell'Auvergne. La morte della moglie nel 1626, poco tempo
dopo la nascita di un'altra bambina, mise ben presto Étienne alle prese
col problema dell'educazione dei figli: dimessosi dalla carica, andò a
stabilirsi a Parigi con la famiglia (1631-33).
Già dal 1634 egli appare
negli ambienti culturali della capitale e specialmente tra i seguaci di
Padre Mersenne. Ciò che il padre acquisisce di conoscenze nuove è di
profitto agli studi del figlio. Blaise non avrà altri maestri, e ciò
riveste una certa importanza: non avendo mai frequentato le scuole egli
non dovrà rifiutare l'aristotelismo. Inoltre, accompagnando il padre,
avrà il privilegio di ascoltare i dibattiti tra eruditi, anche se la sua
giovane età non gli consentirà sempre di comprenderli. Nel 1638 Étienne
Pascal partecipa all'agitazione della borghesia parigina contro le
disposizioni di legge nei confronti delle rendite e ciò gli procurerà
l'ostilità di Richelieu.
Fin dal 1642 Pascal mette a punto l'invenzione di una "macchina
d'aritmetica", la cosiddetta pascalina, destinata a semplificare il
lavoro dei contabili del tesoro pubblico, di cui aveva potuto misurare
le difficoltà vivendo accanto al padre. Pascal prepara la pubblicazione
di un'opera che sarà edita nell'ottobre del 1647 col titolo di
Expériences nouvelle touchant le vide. Questa pubblicazione non è il
solo motivo che riconduce Pascal a Parigi nell'estate del 1647.
La sua salute ha bisogno di cure ed egli deve contare ormai su un
fisico assai provato. Il precario stato di salute gli consente tuttavia
di ricevere due visite di R. Descartes; sono tante le cose che dividono i
due uomini che la loro difficoltà d'intendersi non stupisce; tuttavia,
pur per ragioni differenti, essi si accordano sulla necessità di una
"grande esperienza". Questa sarà realizzata il 19 settembre 1648 dal
cognato di Blaise, Florin Périer, e consisterà nell'osservazione
simultanea delle altezze del liquido nei tubi barometrici situati alla
base e alla sommità del Puy-de-Dôme. Essa confermerà l'accordo di Pascal
e di Descartes sul fatto che il peso della colonna d'aria atmosferica
è, in un luogo dato, il fattore determinante nell'esperienza del tubo di
Torricelli. Ma Pascal aggiungerà altre esperienze destinate ad
accertare che nello spazio libero, nell'alto del tubo, al di sopra del
liquido, vi è il "vuoto".
La
morte del padre (24 settembre 1651) e l'entrata della sorella minore
Jacqueline nell'abbazia di Port-Royal des Champs il 5 giugno 1653,
uniscono per Pascal i dolori familiari ai crucci materiali. Egli deve
imparare ad amministrare i suoi beni e a organizzare la sua vita
solitaria poichè la sorella maggiore, Gilberte Périer, continua ad
abitare con i suoi in Auvergne. Ma è anche il momento in cui egli
lavorerà molto sul piano scientifico. Redige i Traités des l'équilibre
des liqueurs et de la pesanteur de la masse de l'air, che saranno
pubblicati postumi nel 1663. Si occupa dell'addizione delle potenze
numeriche, del triangolo aritmetico, dei quadrati magici e delle
coniche. Egli si compiaceva di aver messo in opera la nuova geometria
proiettiva e di essere in grado di arricchire la matematica di
un'applicazione affatto originale: la valutazione delle probabilità
(Géométrie du hasard (Aleae geometria)).
L'eclissi
di Sole del 12 agosto 1654 provoca in tutta Europa un'ondata di panico
generale a causa delle interpretazioni di alcuni astrologi sapientemente
orchestrate relativamente alla fine del mondo.
Il 29 settembre papa
Innocenzo X prende posizione condannando esplicitamente cinque
proposizioni di Giansenio. Il momento è grave per i cristiani che usano
la ragione e lo spirito critico. E' in tale contesto che Pascal
attraversa la sua "notte di fuoco", profonda crisi mistica che
modificherà la sua vita e porrà la religione in primo piano nelle sue
preoccupazioni. Nel 1655-56 frequenta i "solitaires di Port-Royal des
Champs" e, a più riprese, soggiorna nel loro eremitaggio assai vicino al
monastero delle religiose dove Jacqueline, sua sorella, si accende per
il cristianesimo austero dei discepoli di Giansenio.
L'11
giugno 1658 Pascal fa il suo rientro sulla scena scientifica, lanciando
una prima circolare sui problemi della cicloide, che sfida tutti i
matematici europei. L'essenza delle tesi che egli propone è un'altra
prova del suo avanzare in un campo apertosi solo da una ventina d'anni:
la determinazione dei centri di gravità delle aree piane e dei volumi,
la valutazione delle lunghezze delle curve. Scegliendo la cicloide per
definire le figure particolari sulle quali i concorrenti devono far
prova dei loro metodi, Pascal sa ciò che fa: la curva considerata,
infatti, non è algebrica e nessuno può giungere alla soluzione
affidandosi all' "algebra speciosa". Egli ha tuttavia il torto di
credere di disporre di un vantaggio invincibile su coloro che provoca.
Infatti giungono soluzioni dall'Olanda e dall'Inghilterra ed è solo con
un minimo scarto che egli riesce ad avere l'ultima parola,
generalizzando i problemi posti alle cicloidi allungate o raccorciate.
Nel
1659 un cancro lo colpisce, sembra, all'apparato digerente. Mal
ridotto, nel 1661 partecipa ad un colloquio sulla forza elastica
dell'aria rarefatta. e nel 1662 dà un contributo per un progetto di
"carrozze a cinque piani", che darà a Parigi la prima rete di trasporti
pubblici.
Sono
gli ultimi sprazzi di un'attività in declino. Le forze fisiche
diminuiscono e la sofferenza è continua. Pascal pensa ormai a vivere la
mirabile preghiera, che ha composto verso la fine del 1659 per chiedere a
Dio il buon uso delle malattie, e la sua serena sopportazione è di
esempio a chi gli sta intorno. Si spegne alcuni mesi dopo, ma la morte
non lo sorprende.
Gilberte Périer e i suoi figli pubblicano molte delle sue opere:
dapprima le opere scientifiche su menzionate e nel 1670 la raccolta
conosciuta sotto il titolo di Pensées.
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