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Fisico
e matematico, ha dimostrato la natura composita della luce bianca; ha
codificato le leggi della dinamica; ha scoperto la legge della
gravitazione universale, ponendo le basi della meccanica celeste; ha
creato il calcolo differenziale e integrale.
Nato prematuramente, era
anche figlio postumo, poichè suo padre era morto poco prima. Nel 1645
sua madre Hanna si risposò, affidando il piccolo Isaac alle cure della
nonna materna. E' probabile che il carattere profondamente nevrotico di
Newton sia derivato, almeno in parte, da questa sua prematura
separazione dall'affetto materno.
Dopo i primi studi presso una
scuola vicina, all'età di 12 anni fu mandato alla King's School di
Grantham, dove rimase quattro anni, ritornando a casa nel 1658 per
essere vicino alla madre che era ritornata a Woolsthorpe in seguito
alla morte del secondo marito. La madre voleva avviarlo alla
professione di agricoltore, ma Newton non dimostrò alcuna propensione
per essa e, su consiglio dello zio William Ayscough, fu rimandato a
Grantham per prepararsi a entrare a Cambridge.
Nel 1661 fu ammesso al Trinity
College dell'Università di Cambridge dove non fu uno studente
particolarmente brillante, e nel 1663 fu bocciato all'esame per una
borsa di studio a causa, si dice, della sua scarsa preparazione in
geometria. Dovette interrompere gli studi quando a Londra scoppiò la
peste, la cui gravità rese necessaria la chiusura dell'Università.
Newton quindi trascorse gli anni 1665 e 1666 nella sua casa a
Woolsthorpe dedicando tutte le sue enegie allo studio della matematica
e della fisica. Questo fu il periodo che vide alcune delle sue più
grandi scoperte nella meccanica, nell'ottica e nel calcolo
infinitesimale. Tuttavia solo molto più tardi egli completò e pubblicò
le sue ricerche in questi campi.
Due anni dopo Newton
ritornò a Cambridge e il suo professore, Isaac Barrow, si convinse che
Newton conosceva già più matematica di quanta ne conoscesse egli stesso
e rinunciò alla carica di Lucasian Professorship di matematica in
favore di Newton. Newton assunse questo importante incarico nel 1669, a
26 anni.
Negli anni seguenti insegnò all'Università, benchè pochi studenti
assistessero alle sue lezioni, poichè egli era un mediocre oratore che
sembrava parlasse più a se stesso che per una classe.
Costruì il suo apparecchio per la molatura delle lenti, molò lenti e
specchi e fabbricò con successo il primo telescopio a riflessione. Per
questa attività venne eletto Membro della Royal Society all'età di 30
anni.
Nel 1687 Newton pubblicò i suoi Principia. Fu probabilmente uno dei più grandi avvenimenti della scienza. I Principia
riunivano le tre leggi di Newton sul moto e la sua legge della
gravitazione universale in un sistema che era in grado di spiegare una
grande varietà di fenomeni terrestri e celesti. Era la grande sintesi
della meccanica che gli scienziati avevano sperato di realizzare.
L'elezione, nel 1689, di Newton
a membro del Parlamento iniziò la parte più pubblica della sua vita.
Egli si recò a Londra, sedette in Parlamento senza farsi
particolarmente notare (un parlamentare disse che l'unica volta in cui
Newton parlò fu per pregare un usciere di chiudere la finestra). Nel
1695 venne nominato sovrintendente e più tardi direttore della Zecca.
In questi incarichi egli esercitò le sue mansioni come custode della
circolazione monetaria inglese con impegno ed efficienza.
Nel 1703 venne eletto presidente della Royal Society di Londra e conservò questa carica fino alla sua morte nel 1727.
Il suo periodo migliore dal punto di vista scientifico era ormai trascorso, ma nel 1704 pubblicò l'Ottica,
esposizione di una parte del suo geniale lavoro sulla spettroscopia,
sulla interferenza, sulla visione dei colori, sull'arcobaleno. Tuttavia
il suo pensiero si rivolse sempre più agli studi biblici ed alla
cronologia storica, piuttosto che alle scienze della natura.
Newton, quanto al suo
comportamento, era distratto ed incoerente, a volte aperto e generoso,
a volte irritabile e sprezzante. Era estremamente esitante nel
pubblicare le sue importanti scoperte ma maligno nell'attaccare coloro
che vantavano la priorità in scoperte che egli riteneva sue di diritto.
L'incidente più famoso in questo campo fu la controversia con Leibnitz
sullo sviluppo del calcolo infinitesimale.
Newton morì nel 1727, a 84 anni, e venne seppellito con una fastosa cerimonia a Londra nell' Abazia di Westminister.
Albert Einstein, in una prefazione ad una
nuova edizione dell'Opticks, espresse questo sentimento per Newton:
"La
natura era per lui un libro aperto, in cui leggeva senza alcuno sforzo.
I concetti che egli usò per riordinare i dati dell'esperienza
sembravano uscire spontaneamente dall'esperienza stessa, dai bellissimi
esperimenti che mise in ordine come giocattoli e descrisse con
affezione ricca di particolari. Egli combinava in una persona lo
sperimentatore, il teorico, il meccanico e, non ultimo, l'artista
nell'esposizione delle sue opere. Egli sta dinanzi a noi forte, sicuro,
solo: la sua gioia nella creazione e la sua minuta precisione sono
evidenti in ogni sua parola e in ogni sua cifra."
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