Biografia degli Scienziati


 
Hooke Robert
Freshwater (Isle of Wight - Inghilterra), 18 Luglio 1635  -  Londra, 3 Marzo 1702


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Microscopista, fisico, inventore, ebbe un posto di primo piano in quasi ogni campo della ricerca del suo tempo; molte sue invenzioni inoltre divennero elementi basilari nella tradizione tecnologica della civiltà occidentale.

Figlio di un ecclesiastico, e nipote di almeno altri due, Hooke fu destinato dal padre a seguire la sua stessa carriera, ma la cattiva salute interruppe i suoi studi giovanili e gli consentì di seguire la sua inclinazione per la meccanica.

Hooke mostrava un certo talento artistico e, quado la morte di suo padre nel 1684 gli procurò una piccola eredità, la sua famiglia lo mandò a Londra a fare pratica presso P. Lely, l'artista.

Finì invece alla Westminster School e nel 1653 si spostò a Oxford.

Qui arrivò nel momento in cui risiedeva un nutrito gruppo di scienziati, tra i quali J. Wilkins, T. Willis, S. Ward, W. Petty, J. Wallis, C. Wren e R. Boyle, attorno ai quali si doveva poi costituire nel 1660, la Royal Society.

Divenne assistente di Boyle e avvalendosi di questa posizione poté avviare una sua carriera autonoma.

I primi risultati ottenuti da Hooke furono frutto delle sue capacità in campo Meccanico.

Quando Boyle sentì parlare del congegno di O. von Guericke per togliere l'aria da un recipiente, affidò al suo assistente il compito di perfezionarlo. Hooke ideò immediatamente il prototipo della moderna pompa ad aria e prese anche parte alle ricerche che portarono alla legge di Boyle.

Egli studiò anche i cronometri, di cui al quel tempo si sentiva acutamente bisogno come ausilio alla navigazione.

Come spiegò Hooke stesso, egli aveva pensato di utilizzare "molle al posto della forza di gravità per far vibrare un corpo in qualsiasi posizione".

Quando la Royal Society si organizzò attorno a un nucleo di studiosi del circolo di Oxford, Hooke venne nominato "curatore degli esperimenti".

Nel 1664 J. Cutler istituì per lui un lettorato di meccanica e l'anno seguente egli fu nominato Gresham Professor of Geometry.

Le cariche di Hooke prevedevano, oltre a svariati doveri, un buon reddito di centotrenta sterline l'anno, ma in pratica questa promessa non fu sempre mantenuta.

L'incendio di Londra del 1666 offrì un'occasione unica a un uomo dal multiforme ingegno quale Hooke. Immediatamente dopo il disastro, egli propose una completa ristrutturazione della città e, sebbene il suo progetto non venisse messo in atto, gli assicurò tuttavia un incarico di ispettore sovrintendente alla ricostruzione. In questa funzione, egli si trovò a collaborare quotidianamente con C. Wren di cui divenne amico per tutta la vita.

Hooke trovò anche uno sfogo al suo talento artistico: egli disegnò il progetto di un certo numero di edifici importanti, quali il Royal College of Physicians, il Bedlam Hospital e il Monument, notevoli al punto da essere attribuiti a Wren fino a poco tempo fa.

La Micrographia, il suo lavoro più importante, rappresentò per Hooke un mezzo per esporre teorie scientifiche, quali le sue concezioni della luce e della combustione. La sua definizione della luce come impulsi di movimento che si propagano attraverso un mezzo non è stata sufficiente per farlo annoverare tra i progenitori della teoria ondulatoria della luce. Da questo studio ebbe anche origine la sua descrizione dei fenomeni colorati che egli aveva osservato in lamine sottili e trasparenti, quali bolle di sapone e scaglie di mica. Hooke ammetteva di non essere in grado di misurare lo spessore della lamina che corrispondeva ai singoli colori. Però, entro un anno dalla pubblicazione di Micrographia, due dei suoi lettori, Huygens e Newton, riuscirono a misurarne lo spessore in una pellicola d'aria racchiusa tra un vetrino e una lente di curvatura nota.

La ricerca di Newton, inizialmente ispirata da Hooke, divenne la base del libro II della sua Opticks e l'origine del concetto di periodicità nei fenomeni ottici.

La Micrographia esponeva anche una teoria della combustione che era intimamente collegata a teorie analoghe esposte nello stesso periodo da R. Lower, J. Mayow e R. Boyle. Nella definizione di Hooke, l'aria è il "menstuum o dissolvente universale di tutti i corpi sulfurei", ed essa svolge questa azione per mezzo di un sale che è nell'aria stessa. Sebbene questa teoria, sia nella versione di Hooke sia in qualunque delle altre, non possa essere validamente definita precorritrice nell'intuizione di A. L. Lavoisier che la combustione è una combinazione piuttosto che una dissoluzione, indubbiamente Hooke contribuì alla scoperta che la combustione e la respirazione sono fenomeni analoghi basati sullo stesso componente dell'aria, quello che egli chiamò sale o spirito nitrico.

Un altro campo importante dell'attività scientifica di Hooke, lo studio dei fossili e quindi della geologia, ebbe poco spazio nella Micrographia.

Nel diciassettesimo secolo la geologia forniva un terreno ideale per l'attività sbrigliata della potente immaginazione di Hooke.

Forse però, l'attività scientifica più importante di Hooke si ritrova in un altro campo: l'innovazione meccanica degli strumenti. Egli diede il suo contributo a ogni strumento importante che il secolo diciassettesimo ha tramandato alla scienza moderna: il telescopio, il microscopio, il barometro, il termometro, la pompa ad aria, l'orologio di precisione.

Una delle sue più note scoperte fu la legge legata alle molle elastiche, ancor oggi nota come Legge di Hooke, e da lui così enunciata: "ut tensio sic vis"; e noi: "lo spostamento è proporzionale allo sforzo".

Nel diciottesimo secolo J.J. Le Français de Lalande lo definì "il Newton della meccanica".

Al tempo della sua corrispondenza con Newton, nel 1679-80, era cominciato il suo declino. Erano finiti gli anni della fatica frenetica, dato che la ricostruzione di Londra era stata largamente completata.

La Micrographia era ormai superata.

Nel 1686, quasi nessuno prestò attenzione alle sue proteste contro Newton e la sua sfortuna raggiunse il massimo, l'anno seguente, con la morte della nipote e amante, Grace Hooke.

Sebbene continuasse a vivere per altri quindici anni nella sua camera al Gresham College, si isolò sempre più nutrendosi della propria amarezza.