Biografia degli Scienziati


Gay-Lussac Joseph-Louis
St. Léonard (Francia), 6 Dicembre 1778  -  Parigi, 9 Maggio 1850


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Chimico e fisico; il suo nome è legato alle leggi che descrivono il comportamento dei gas alle variazioni di temperatura a pressione costante.

Era figlio di Antoine Gay avvocato e procuratore del re a St. Léonard, che per distinguersi fra le molte famiglie che portarono lo stesso cognome aggiunse al suo quello di Lussac, denominazione di una sua proprietà.

La Rivoluzione scosse la solidità economica della famiglia e Joseph-Louis fu mandato in un collegio di Parigi. Qui raggiunse un sufficiente profitto in matematica tanto da guadagnarsi un posto alla École Polytechnique, dove studiò fra il 1798 e il 1800.

Il primo lavoro di ricerca di Gay-Lussac, del 1802, riguardava l'espansione termica di alcuni gas, tra cui l'aria, l'idrogeno, l'ossigeno, l'ammoniaca e i gas dell'acido solforoso in un campo di temperatura da 0 a 100 °C.

I suoi esperimenti mostrarono che tali gas si espandevano in modo uguale per un'uguale variazione di temperatura. La legge, nota come legge di Charles e Gay-Lussac non era stata mai pubblicata.

Nel 1805 Gay-Lussac collaborò con A. von Humboldt a uno studio di eudiometria. In particolare, essi studiarono le proporzioni di combinazione di idrogeno e ossigeno e trovarono che 100 parti in volume di ossigeno si combinano con 199,89 parti di idrogeno.

Fu solo nel 1808 che Gay-Lussac fu in grado di apprezzare il significato del risultato di questo esperimento, generalizzandolo nella famosa legge di combinazione dei volumi dei gas, che stabilisce che quando dei gas si combinano, i volumi secondi i quali essi si combinano stanno tra loro e col prodotto, se è gassoso, secondo rapporti semplici.

Un'importante estensione del lavoro di Gay-Lussac fu data da A. Avogadro nel 1811, quando enunciò che volumi uguali di gas diversi nelle stesse condizioni di temperatura e pressione contengono un uguale numero di molecole.

Gay-Lussac studiò anche le proprietà termiche dei gas. Collegò due grossi palloni con un tubo dotato di un rubinetto, uno contenente un gas alla pressione atmosferica, e l'altro vuoto. Quando il rubinetto veniva aperto, il gas subiva una compressione nel primo pallone e una espansione nel secondo. La prima era accompagnata da uno sviluppo e la seconda da un assorbimento di calore. Gay-Lussac stabilì che il calore sviluppato e quello assorbito erano uguali. Dimostrò anche che le variazioni di pressione nei due palloni erano proporzionali alle variazioni di temperatura. Questo importante esperimento fu ripetuto nel 1845 da J. P. Joule, che ignorava quello di Gay-Lussac.

Egli collaborò con L. J. Thenard in moltissimi esperimenti.

Il loro miglior lavoro fu l'uso del potassio come agente riducente e in tal modo isolarono dall'acido borico fuso il boro, nel novembre del 1808.

Collaborarono anche nello studio dell'acido ossimuriatico (cloro). La loro conclusione che il gas non conteneva ossigeno fu criticata da Berthollet.

Il loro studio dell'effetto della luce sulla velocità di reazione del cloro con l'idrogeno e l'etilene è un'interessante primo contributo alla fotochimica.

Egli diede il nome "iodio" ad una nuova sostanza scoperta nel 1811 da B. Courtois, la quale per riscaldamento svolgeva vopori violetti. Continuò lo studio dello iodio e preparò lo ioduro di etile.

Nel 1815 compì un importante lavoro sull'acido prussico ed isolò il cianogeno.

Ribattezzò l'acido prussico come acido cianidrico, e lo incluse in una nuova classe che egli chiamò degli idracidi. L'esistenza di tali acidi che non contenevano ossigeno costituì un netto distacco dalle idee di Lavoisier e un passo esenziale lungo la strada delle moderne teorie dell'acidità.

Gay-Lussac fu uno dei fondatori dell'analisi volumetrica.

Egli migliorò i vecchi metodi e le apparecchiature, ma è più noto per il suo metodo di determinazione gravimetrica dell'argento (1832) precipitato come cloruro con cloruro di sodio da una soluzione di acido nitrico, metodo messo a punto su richiesta della Zecca di Parigi.

Il suo nome è stato dato a una torre usata nel processo alle camere di piombo per la fabbricazione dell'acido solforico, che egli migliorò prevenendo, con l'introduzione di questa torre riempita di coke sul quale gocciolava acido solforico, la fuoriuscita degli ossidi di azoto.