Biografia degli Scienziati


de Coulomb Charles Augustin
Angouleme (Francia), 14 Giugno 1736  -  Parigi, 23 Agosto 1806


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Fisico e ingegnere militare, enunciò le leggi dell'elettrostatica e della magnetostatica.

Attirò l'attenzione di tecnici e scienziati con una memoria teorico-sperimentale del 1776, nella quale studiava problemi di statica architettonica, e in particolare di statica delle volte. Nel 1777, come ricerca collaterale a uno studio sulla calamitazione, eseguì una serie di esperimenti sulla forza elastica di torsione dei fili metallici e di seta, e ne dedusse che la forza elastica di torsione è proporzionale all'angolo di torsione.

Già da qualche tempo i tecnici lamentavano il divario tra previsioni teoriche e funzionamento pratico delle macchine in uso, dovuto alle scarse nozioni sull'attrito. Pertanto, nel 1779 l'Acadèmie des Sciences di Parigi bandì un concorso sull'attrito, ripetuto nel 1781 con premio doppio, prescrivendo che le leggi fossero dedotte da "nuove esperienze fatte in grande". Coulomb partecipò al concorso e lo vinse con una memoria divenuta classica, dal titolo Théorie des machines simples, en ayant egard au frottement de leurs parties et à la roideur des cordages.
La memoria è divisa in due parti: la prima è dedicata all'attrito radente, al distacco e dinamico; la seconda alla rigidità delle funi.

Riprese lo studio della torsione elastica dei fili, con un dispositivo sperimentale consistente in un peso cilindrico con asse verticale sospeso ad un filo metallico, la cui torsione provocava l'oscillazione del peso intorno al proprio asse: dal periodo di oscillazione Coulomb risaliva alla forza di torsione. Stabilì così non solo le leggi di torsione elastica dei fili, tuttora valide, ma fu condotto anche ad ideare uno strumento per la misura di forze piccolissime: la bilancia di torsione, di cui Coulomb costruì un primo modello per la misura dell'attrito tra liquidi e solidi, perfezionato più tardi (1802) nel metodo di smorzamento delle oscillazioni di un disco disposto orizzontalmente nel liquido.

Ma l'applicazione più importante, che dette all'elettrologia il suo fondamento matematico, fu la costruzione di una bilancia elettrica e di una bilancia magnetica, descritte e impiegate nelle sette memorie, dal 1785 al 1789, che resero celebre il nome di Coulomb.

L'impiego di queste bilance e il "metodo delle oscillazioni" condussero Coulomb a enunciare le leggi elettrostatica e magnetostatica che portano il suo nome; a studiare la dispersione elettrica nell'aria e nei sostegni isolanti; ad accertare mediante l'impiego del "piano di prova", che l'elettricità si porta alla superficie dei conduttori, come aveva dimostrato, fin dal 1769 G.B. Beccaria; a determinare la variazione della densità elettrica sulla superficie di un conduttore o di più conduttori a contatto, giungendo al teorema (da lui enunciato esplicitamente) noto col suo nome (la forza elettrica in un punto della superficie di un conduttore è proporzionale alla densità elettrica).

Inquadrò, infine, i fenomeni magnetici in una nuova teoria dualistica, che riscosse quasi unanimi consensi fra i fisici della prima metà del XIX secolo. Postulava l'esistenza di due fluidi magnetici, entrambi attivi, che la calamitazione non separa alle estremità dei magneti, come aveva supposto U.T. Aepinus, ma all'estremità di ogni "molecola" di ferro, entro la quale possono muoversi, ma dalla quale non possono uscire: in definitiva, ogni magnete è un insieme di magnetini elementari orientati.

Nel 1881 il Congresso internazionale di elettricità di Parigi dette il nome coulomb all'unità pratica di quantità di elettricità.

Con lo scoppio della rivoluzione (1789) Coulomb, già pervenuto al grado di tenente colonnello del genio militare, si dimise da tutte le cariche pubbliche e si ritirò a vita privata nelle vicinanze di Blois.