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Filosofo naturale, contribuì molto allo sviluppo della chimica e della fisica.
Era il settimo figlio maschio e
l'ultimo di quattordici figli di Richard Boyle (1566-1643), primo conte
di Cork, avuti dalla sua seconda moglie, Catherine Fenton.
Istallò un laboratorio, fece
esperimenti, lesse molto di filosofia naturale e di teologia e scrisse
alcuni dei suoi primi saggi morali oltre che alcuni articoli minori di
natura scientifica.
Alla fine del 1655 Boyle si
stabilì a Oxford. Fu fortunato ad assicurarsi come suo assistente il
genio inventivo di Robert Hooke, che gli fu raccomandato da T. Willis di
cui era stato assistente chimico.
Boyle fu stimolato dalla
lettura di una relazione sugli esperimenti di pneumatica di Otto von
Guerricke, a costruire egli stesso un apparecchio simile a quello di von
Guericke. Fu circa a quel tempo che Hooke divenne assistente di Boyle e
la prima pompa a vuoto funzionante da loro concepita, o machina boyleana come fu spesso chiamata fuori dalla Gran Bretagna, fu descritta nell'opera di Boyle New experiments physico-mechanicall, touching the spring of the air, and its effects.
Nel 1662, Boyle per la prima volta pubblicò i risultati sull'ipotesi, "che suppone che la pressione e l'espansione siano in rapporto reciproco".
Sebbene la legge di Boyle sia spesso chiamata, fuori dalla Gran
Bretagna, legge di Mariotte, si deve chiarire che la priorità di
pubblicazione è di Boyle, e che E. Mariotte nel suo saggio De la nature de l'air (1679) non rivendicò la proprietà della scoperta.
Nel settembre del 1677 venne a
Londra un certo J. D. Kraft, che mostrò a Boyle e ad altri il fosforo.
Avendo ottenuto un indizio sul materiale da cui esso era stato ricavato,
Boyle mise i suoi assistenti al lavoro per produrlo, diventando l'unico
produttore di fosforo in Europa.
Per tutta la sua vita Boyle si
interessò alla costituzione della materia. Come sostenitore della
teoria corpuscolare pensava che tutti i corpi fossero fatti di una
"sostanza universale comune a tutti loro, e... differiscono tuttavia
perché sono differenti tra loro per la forma, per la misura, per la
superfice, per l'essere in moto o in quiete le piccole parti che li
compongono". Su questa base è logica la conclusione che la trasmutazione
di un corpo in un altro è possibile. Questo può spiegare l'interesse di
Boyle per la trasmutazione (e non, si badi, in senso alchimistico). In
effetti, egli credette di aver ottenuto la trasmutazione dell'acqua in
terra attraverso la distillazione ripetuta di questo liquido in
recipienti di vetro.
Egli scrisse vari altri saggi
sul magnetismo, l'elettricità, la chimica fisiologica, le reazioni ai
medicinali, la vista, il gusto, l'odorato.
Oltre ai suoi saggi
scientifici Boyle scrisse saggi morali e teologici che rivelano la sua
familiarità con le lingue orientali e le sacre scritture.
La salute di Boyle cominciò a
peggiorare verso la fine degli anni 80. Egli fece testamento e dettò le
sue ultime volontà nel luglio 1691. Morì di prima mattina il 31 dicembre
1691 e fu seppellito vicino a sua sorella entro le mura della chiesa di
Saint Martin-in-the Fields, a Westminster, in Londra.
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