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Scienziato greco. Il più grande matematico dell'antichità classica e uno dei maggiori di tutti i tempi.
Sulla vita di
Archimede si sa poco: una sua biografia redatta fin dall'antichità
(opera di un certo Eracleide o Eracleo) è andata perduta.
Lo stesso anno
della nascita viene ricavato per intuizione in base alla data certa
della morte (conquiste di Siracusa, 212 a.C.) e alla testimonianza del
drammatico bizantino Tzetze (XXII secolo), secondo il quale Archimede
sarebbe morto all'età di 75 anni.
Sembra che il padre fosse l'astronomo Fidia.
Archimede avrebbe, in
gioventù, dimorato per qualche tempo in Egitto, dove ad Alessandria
sarebbe entrato in contatto con gli immediati successori di Euclide.
Tornato definitivamente a Siracusa, dove fu in rapporti col
sovrano Gerone, ivi si dedicò alla sua mirabile attività scientifica.
Per quanto riguarda la sua
morte, avvenuta durante l'assedio romano di Siracusa nel corso della
seconda guerra punica, si hanno sostanzialmente, notizie concordanti
seppure varianti nei particolari. Sembra certo che, non essendo stato
riconosciuto, sia stato ucciso da un soldato romano entrato nella città
conquistata, mentre il console Marcello ne avrebbe voluto salva la vita.
Sulla sua tomba egli volle scolpito un cilindro circoscritto a una
sfera; ciò per ricordare la sua più grande scoperta, ovvero scoprì che la superficie della sfera è uguale a quella laterale del cilindro circoscritto.
Oltre ai suoi studi in fisica e
matematica egli si dedicò anche ad applicazioni pratiche di meccanica,
di ottica e di ingegneria. A questa categoria rientrano quei dispositivi
usati a difesa della sua città dall'assedio dei romani, anche se la
tradizione ci ha trasmesso evidenti esagerazioni, quali ad esempio il
sollevamento in aria delle navi nemiche e, probabilmente, l'incendio
delle stesse provocato a notevole distanza tramite specchi ustori.
Più attendibile è invece la
testimonianza di un'altra invenzione, che egli avrebbe approntato
durante il suo soggiorno egiziano: una vite senza fine, detta coclea, mediante la quale si facilitava il trasporto dell'acqua per l'irrigazione.
Suo è il calcolo dei valori numerici approssimati del rapporto
fra circonferenza e diametro di un cerchio (in seguito denominato "pi greco").
Le opere più importanti di Archimede sono:
Metodo, andata perduta attraverso i secoli e poi ritrovata nel 1906 nella biblioteca del Santo Sepolcro a Gerusalemme;
Quadratura
della parabola,
Sulla sfera e sul cilindro,
Misura del cerchio,
Sui
conoidi e sferoidi,
Sulle spirali,
Sull'equilibrio dei piani,
Arenario,
Sui corpi galleggianti.
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